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Diario
7 novembre 2008
diciamo insieme: ascoltaci, o Barack
Sembra che con Obama sia arrivato Dio sulla Terra , sembra oramai che sia arrivato il salvatore del mondo, sembra che lui possa risolvere tutti i nostri problemi. Invece non è così: le aspettative riposte in Obama sono enormi, eccessive, non si capisce che il processo di cambiamento sarà lento, molto lento, lo ha detto lui stesso che ci vorranno 2 mandati o anche di più, niente di immediato quindi, solo i più sprovveduti potevano immaginare esserlo. Ci vorranno anni e anni, anche perché Obama se da una parte ha teso la mano con merito e passione alla gente americana, dall'altra ha operato un foundraising senza pari nella storia, soldi (provenienti da banche, assicurazioini, case farmaceutiche) che hanno finanziato la sua campagna elettorale ma che inesorabilmente avranno bisogno di un qualche corrispettivo, com'è evidente. Per questo, lasciamolo lavorare in pace, perché la pressione non sia eccessiva, e l'irrazionalità non superi il buon senso, i risultati arriveranno, almeno negli Stati Uniti, in tempi compatibili con il da farsi.
E che l'Europa si svegli, che giochi le propie carte, che assuma iniziative comuni (in materia di difesa, politica estera, economia reale e finanziaria), si metta in gioco, in un mondo in cui già adesso, e da ora in poi sempre più, le regole sono in riedizione, perché da altre parti la sveglia è già suonata.
5 novembre 2008
BiObama è megli'e Mecchè..
..c'amm’ fatt o' mazz tant' pé l'avé !
Il sole nero, così definirei Obama, che ha dato luce, ha fatto sentire importanti e considerati milioni di afroamericani, emarginati, poveri , ha acceso i riflettori su di loro , e li ha fatti votare. Ha illuminato i giovani, che si sono rivisti nella voglia di cambiamento e di 'svecchiamento' di una classe politica che qui in Italia non cede ancora. Ha illuminato chi, in questi tempi duri di crisi, è stato risucchiato nel vortice della disoccupazione, della ristrettezza.
Per far questo, ha avuto un atteggiamento poco liberale, utilizzando come arma per la crisi economica: sì la redistribuzione della ricchezza, ma anche e soprattutto il protezionismo, più o meno velato. Ha dato l'idea che una volta eletto non avrebbe fatto regali a nessuno, non avrebbe sprecato i soldi in mille rivoli , ma li avrebbe utilizzati internamente, per l'America.
Non so se questo sarà positivo in assoluto per l'Europa, che potrebbe vedere diventare gli Stati Uniti dei concorrenti, meno collaborativi, con barriere commerciali più marcate. Certo è che Obama ha vinto solo e soltanto per la crisi economica, altrimenti McCain avrebbe trionfato, poiché Obama stava lentamente scendendo di popolarità mentre McCain, come dimostravano i sondaggi, era in ascesa ed oramai aveva superato nei consensi il senatore dell'Illinois, aiutato nei primi tempi anche dalla scelta di una Vice donna, un elemento che a lungo andare si è dimostrato inconsistente e anzi è stato negativo e deleterio per il granitico McCain, liberale e laico. Per questo, inizialmente ho visto di buon grado una vittoria della Clinton alle primarie democratiche, era a mio avviso l'unica persona in grado di poter vincere contro "John l'eroe". Lei, espressione di una famiglia che ha già ampiamente governato gli USA, che ha legami, potere, soldi, simbolo di una continuità senza alcun dubbio, non mi entusiasmava come non entusiasmava molti dei democratici italiani, ma poteva essere la candidatura giusta per riprendersi la WhiteHouse.
Obama è specialmente per noi giovani un grande segno positivo, un sospiro di sollievo, una boccata d'aria fresca: dà carica, forza, speranza, entusiasmo e voglia di cambiamento a tutti noi, che crediamo nel ricambio generazionale anche nei "posti di potere", che vogliamo il rinnovamento, facce nuove, ma soprattutto idee nuove per cambiare una situazione puttosto triste. L'America ha dimostrato di esser pronta e matura per tutto questo e molto altro, l'Italia ancora evidentemente no; ma si sa, le novità nel nostro paese arrivano dagli USA sempre con anni di ritardo, ma prima o poi inesorabilmente arrivano...working & waiting for...
dp
3 novembre 2008
Il cruccoaccrocco
Felipe Massa ha perso immeritatamente il mondiale F1 2008, vittima di un accordo anglo-crucco che nessuno ha potuto impedire. Ha perso lo sport, e ha vinto il calcolo, come spesso accade, ma Massa, perfetto in pista, ma sconfitto nel mondiale, ha impartito gran lezioni di signorilità e dignità allo spavaldo e irriguardoso Hamilton. Sono molto deluso da come sono andate le cose, da Glock, dall'accordo, dalla stagione di Raikkonen (che ha voluto agire da primadonna quasi fino alla fine) , dall'approssimativo approccio alla gara che ha avuto la Ferrari in certi GP (l'episodio del tubo della benzina ne è l'emblema), ma non da Massa cuor di leone.
Inoltre, la Ferrari avrà un danno economico dal mancato successo nel mondiale piloti e con esso subirà inesorabilmente ripercussioni anche quella industria italiana che ne rappresenta l'indotto, quindi Italiani che hanno gufato, specie con questa gravissima crisi conomica in atto, c'è poco da gioire..
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